..I had to fall, always find my place among the ashes..
..Ma adesso che viene la sera ed il buio, mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di la delle dune a violentare altre notti..

Don Chisciotte - Gustave Dorè
Blind Guardian(A Night at the Opera), Alice in Chains (Jar of files), Fabrizio de Andrè(Canzoni), Korn (Greatest Hits), Dream Theater (Scenes From a Memory), Iron Maiden (Greatest Hits), R.H.C.P., Meganoidi, Bob Dylan, Bruce Springsteen, Elio e le Storie Tese, Tori Amos ecc..
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Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i' piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Martha Medeiros
Dov'è finito quel golfo che mi forniva riparo
senza chiedere nulla?
Senza dare altro che un respiro
bello profondo
prima di rigettarsi in mare aperto.
Uno sguardo al cielo
mai abbastanza terso
ma sempre striato
di azzurro e rosa
colorato a pastello
per sfiorare la mente oltre che la retina.
Continuo a sentirmi pesante
lasciato alla deriva
senza la speranza di un riparo,
neanche le scogliere fanno più sorridere
visto che il destino è sbatterci contro.
Ed è inutile nuotare
sono stanco di farlo
e non porta a nulla.
Perdersi senza ritrovarsi.
Senza doversi chiedere nulla per non dover sentire le risposte.
Non c'è pazienza o assenza di pensiero:
è un turbine continuo
è un fiume che prende velocità in modo inaspettato
che si insinua tortuoso in ogni foresta, in ogni valle e in ogni collina
riesce a risalire le cime o a scavarci sotto
anche quando sembra essere in affanno sta solo prendendo la rincorsa
anche se non rende mai le cose più facili
nemmeno un pelino.
Occorre reprimere brividi.
Quasi quanto occorrerebbe reprimere pensieri.
Scivolano senza bisogno di spinte fino ai recessi più profondi
lasciando dietro di loro un continuo ticchettio
goccia dopo goccia, come a ricordare per sempre il loro passaggio
perchè i pensieri sono come la paure, non passano mai;
come l'eterno ritorno di situazioni e condizioni
è la condanna, non mi sento più di definirla in altro modo.
Ma siamo qui..e come sempre non lasciamo che l'orizzonte o le mura di ghiaccio limitino.
Ma in ogni momento, anche il più strano, in un modo forse buffo che mi fa pregare di sentire ancora la tua risata torni da me, come non spereresti di fare nonostante tutto, nonostante tutti.
Con i tuoi passi felpati e le tue mani che sento ancora su di me ed è un attimo, veramente un attimo
prima di chiedermi "chissà.."..il mio fungio con barba lo apprezzeresti o avresti paura come suppongo di pungerti?
Ed è su pensieri come questi che si infrange il castello che ricreo ogni volta sul mio passato, fragile come uno specchio, ma conserva un giardino in cui l'edera continua a crescere a fianco ai tulipani.
Ci sono anche nuove rose che tra i petali hanno parole che mi lasciano sempre un senso di amaro in bocca, come il cianuro che forse giungerà al suo scopo e bloccherà questo corpo che non le merita.
Ai bordi del buio giace un pensiero
che ondeggia al vento
come una foglia
che si ostina a non morire
oscilla pericolosamente
senza intenzione
o premeditazione
casuale
senza ingombranti destini.
Cosi tanto
e cosi poco
in una superfice cosi piccola
da far quasi impressione.
Dove finisce la notte
dove comincia la città?
Dove finisce la città e dove cominci tu?
Dove comincio e finisco io stesso?
Prima o poi la smetterai di provarci chirurgicamente,
di percepire quello che non dovresti
e iniziare finalmente una ricerca,
che si può concludere in un unico modo
e può continuare in eterno;
non cosi, riempiendo vuoti
per cui ti senti maniacalmente responsabile
per cui sono lasciate sillabe
incolonnate in lacrime e profumo.
Le mezze parole valgono
se pronunciate dalle giuste labbra
l'hai sempre saputo
non venire a recriminare
è inutile e controproducente
tanto è e tanto rimane,
sul fondo come sempre
adagiato su gommapiuma chiodata.
Fortuna che alle volte ti riprendi
ed in un angolino di te
quando senti freddo leggendo il caldo,
alle volte ti senti cosi colpevole
di non aver saputo far nascere
un fiore cosi bello e disperato..
Le parole sono onde
e a volte le nostre ancore hanno la forma di maschere
non per far rimbalzare, per tenere lontane le onde
ma per mimetizzarsi tra loro
per confonderle ed ingannarle senza dolo.
Per evitare i relitti che si portano dietro
e che aprono nuove dimensioni
aiutato dal vento che porta la sabbia del deserto
vuoto ma pieno di vita.
Il segreto è un respiro sotterraneo
che permetta al volto di indurirsi,
senza lasciare sospetti,
che pulsi come un sorriso.
Perchè è l'inganno migliore
lascia la tranquillità
come solo un sorriso può fare
celando la tempesta intorno.
Rimane un profilo quasi nascosto
vergognoso di mostrarsi ad un sole già timido di suo
che sbuca tra le nuvole di un tempo che passa
alle volte troppo veloce, in riva al mare
altre troppo lontano.
Fa capolino, tra i pensieri
come se fosse la loro origine
o la loro conseguenza
o forse entrambi
non importa davvero
mentre brucia dei Fuochi.
Si lascia precedere da rumore di catene
novello Canterville dagli occhi grandi
ma al contrario suo non può volare
non deve volare
per paura di conseguenze immaginate.
Le rose hanno le spine
ma non per questo si ha paura di stringerle
per non farle cadere
si tengono ben in alto per odorarle
e sfiorarne i petali.
Le rose hanno le spine
e non solo loro
perchè l'abilità che lascia il tempo
quando scorre in modo strano
è quella di far crescere spine ovunque
o di continuare a sentire le loro ferite.
Bella fregatura.
Eppure..quando il sole scivola al di la delle dune a violentare altre notti, quando le nuvole accarezzano il cielo facendolo arrossire...anche la mia mente scivola...inesorabile e ingovernabile...
scivola dove non dovrebbe.
E la cosa è dolorosamente dolce.
L'orologio cammina senza fermarsi
la mancanza si misura nell'assenza di sospiri dicono
ma come tante cose
la prima e più importante forma di valutazione
sono gli occhi che cercano ma non trovano
ancora una volta questa sensazione
attenuata da sorrisi momentanei
sperimentati a distanze mai provate
eppure..
eppure.
Nuel2 in Rimane un profilo qu...
DesolateFairy in L'orologio cammina s...
..and battle proud with vain attempt. Him the Almighty Power hurled headlong flaming from th'ethereal sky with hideous ruin and comnustion down to bottomless perdition, there to dwell in adamantine chains and penal fire, who durst defy th' Omnipotent to arms. Nine times the space that measures day and night to mortal men he, with his horrid crew, lay vanquished, rolling in the fiery gulf confounded though immortal. (I,44,53)
Ma la lotta orgogliosa fu inutile. Poichè l'Onnipotente lo gettò capofitto fiammeggiante dall'etereo cielo con orrenda rovina riarso in quella perdizione senza fondo dove dimora in catene adamantine, nel fuoco della pena, colui che aveva osato sfidare l'Onnipotente alle armi. Nove volte lo spazio che misura il giorno e la notte per i mortali egli, con la sua orrida ciurma, fu sconfitto e cadde rotolando nel golfo di fuoco, travolto sebbene immortale.

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